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Stargate
di
Giordano Cavedoni
-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
-supervisione:Manuela Verbasi
-Direttore di Rosso Foto: P. Rafficoni
-Redazione Rosso Foto
-Editing: Paolo Rafficoni
-Le immagini che sono presenti nel blog sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente agli autori o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto. Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto (La redazione)
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23 Marzo - 30 Marzo 2009
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"clicca sulla foto per visionarla a schermo intero"
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Incontri ravvicinati #3
di
Patrizia Todisco
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-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
-supervisione:Manuela Verbasi
-Direttore di Rosso Foto: P. Rafficoni
-Redazione Rosso Foto: Mari De Cristofaro - Carlo Aztori - Giovanna Trani - Emy Coratti - Gil Valentini
-Editing: Paolo Rafficoni
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Ventitremarzoduemilanove
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Dorothea Lange, figlia di immigrati tedeschi, nasce ad Hoboken, nel New Jersey, il 26 maggio del 1895. Ha un’infanzia e una giovinezza difficili a causa della poliomielite contratta a sette anni. Dice della sua disabilità: ”Credo che sia stata, forse, la cosa più importante che mi sia accaduta. Mi ha formata, guidata, istruita, aiutata, umiliata, tutte queste cose nello stesso tempo. Io non l’ho mai superata, e sono consapevole della sua forza e del suo potere”. Studia fotografia alla Columbia University sotto la guida di Clarence H. White, nel 1918 si trasferisce a S. Francisco e apre uno studio per ritratti. Nel 1947 collabora alla nascita dell'agenzia Magnum e nel 1952 è tra i fondatori della rivista Aperture. Muore a 70 anni , l’11 ottobre del 1965.
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Se le opere della giovinezza sono inserite nel contesto della fotografia pittorialista, intorno al 1930, nel clima sociale di interesse documentaristico che si sta sviluppando, Dorothea inizia a fotografare la misera realtà dei quartieri disagiati, aderendo formalmente al movimento della straight photography.
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Non c’è arte più bella di una strada che corre verso l’orizzonte, in un deserto in cui ogni cosa è uguale a se stessa. Ci sono solo polvere e massi; la speranza è l’orizzonte, dove si può trovare la vita o la morte.
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E’ il deserto vissuto dai migranti della Grande Depressione, quando vendevano quel poco che avevano per comprare una macchina e partire per la California; è il deserto presente in ognuno di noi, come individui singoli nei momenti in cui sembra non esservi nessuna speranza, o come gruppo quando tutte le nostre forze sono vane.
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Nel 1935 è chiamata a collaborare con la FSA (Farm Security Administration), agenzia governativa che sotto il New Deal di Roosvelt mira a migliorare la condizione di contadini e mezzadri durante la Grande Depressione. È indubbio che le immagini della Lange contribuiscono in maniera determinante a sensibilizzare le autorità sui provvedimenti urgenti da adottare contro la povertà.
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Dalle immagini di Dorothea si evidenzia un grande rispetto per le persone fotografate. Lei riesce, nonostante il periodo di povertà che ritrae, a lasciare loro la dignità di uomini. |

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Usa una rolleiflex con mirino a pozzetto tenuta all'altezza della vita e non al livello degli occhi. Questo sistema le permette di stare davanti alle persone senza dare la sensazione di essere troppo invadente e crea un rapporto tranquillo e rispettoso.
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Le sue immagini non solo ritraggono il deperimento fisico provocato dalla crisi economica, ma svelano l'angoscia dell'animo cagionata dalla catastrofe sociale, sono testimonianza di vita, con una particolare attenzione alle donne ed al loro posto fondamentale nella società.
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Molte delle sue rappresentazioni sembrano foto di scena del film Furore (tratto dal famoso romanzo di Steinbeck), in realtà sono stati prima lo scrittore e poi il regista John Ford che, per loro stessa ammissione, si sono ispirati nel loro lavoro alle fotografie della Lange.
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Scatta immagini bellissime, immagini vive, che hanno cambiato il mondo della fotografia di reportage. Fotografare – scrivere con la luce- è il suo modo di raccontare la storia .
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Per anni lasciò affisse sulla porta del suo laboratorio le seguenti ed emblematiche parole: "La contemplazione delle cose come sono, senza sostituzione, nè impostura, senza errore nè confusione, è, in sè, più nobile di tutta una messe di invenzioni".(Francis Bacon)
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"Dorothea Lange riesce a vedere la forza interiore di persone ridotte ai limiti estremi delle proprie capacità di resistenza e, anche quando ritrae uomini e donne in situazioni economiche, sociali ed emotive disperate, ne coglie l'innata dignità umana.
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Nei suoi soggetti vede quello che definisce: "Coraggio, coraggio vero. Coraggio innegabile...L'ho incontrato, molte volte, in luoghi inaspettati. E ho imparato a riconoscerlo quando lo vedo."
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-Testi: Fonti web
-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
-supervisione:Manuela Verbasi
-Direttore di Rosso Foto: Paolo Rafficoni
-Editing: Mari de Cristofaro
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La redazione
Staff Rosso Foto
-ventisei febbraio duemilanove

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mostra on-line di: Liza Poetter ♦ Cose di bambola ♦ testo di: Mari de Cristofaro |
Ancora un altro appuntamento per i nostri amici di Rosso Foto, una mostra originale di un'amica vicina ma lontana. Dalla Germania Liza ci dona il piacere di vedere una serie di scatti di piccole bambole veramente belle.
Con questa carrellata di immagini si entra in un mondo fiabesco, un mondo dove la rappresentazione del reale sembra raccontare di sogni, speranze, gioie, dolori, metafora del mondo che ci circonda.
Il "vestito" di parole di Mari ben coglie un aspetto che appartiene all'immaginario di ognuno, ciascun osservatore potrà trovare in questi sguardi ciò che più rappresenta il suo modo di sentire e/o di essere.
Notevole la fattura delle bambole, la cura dei dettagli e degli accessori che indossano, veramente belle, molto ben riprese e curate le immagini, il risultato penso che sia molto piacevole e, spero, gradito agli amici di Rosso Foto.
Vi lascio alle immagini che Liza ci ha regalato con i testi redatti da Mari per questo bellissimo viaggio fantasy.
Paolo Rafficoni
Le immagini che vedrete nella mostra sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente all'autore stesso o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto.
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(La redazione)
E le altre, così vicine, così lontane….sentono le mie stesse cose?
Nessuno si chiede cosa penso, cosa sogno…
Foto: Liza Poetter
Testi: Mari de Cristofaro
Supervisione: Manuela Verbasi & Paolo Rafficoni
Editing:Mari de Cristofaro
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In questa frase di Robert Capa , considerato a tutt’oggi il più grande fotografo di guerra, è racchiusa la sua idea di fotografia. Nato in Ungheria, a Budapest, il 2 ottobre del 1913 da una famiglia ebrea, Endre Friedman, questo il suo vero nome, lascia il suo paese nel 1931, dopo i moti studenteschi, per motivi politici, e si trasferisce a Berlino dove si iscrive al corso di giornalismo della Deutsche Hochschule fur Politik. Ben presto apprende che per motivi economici i genitori non possono più inviargli il denaro per gli studi e così inizia a lavorare come fattorino presso un’importante agenzia fotografica, la Dephot. Il direttore, Simon Guttam, scopre il suo talento e comincia ad affidargli dei piccoli servizi fotografici sulla cronaca locale; il suo primo incarico importante è a Copenaghen per fotografare la lezione di Lev Trotzkij agli studenti danesi. Nel 1933, al momento dell’ascesa al potere di Hitler, fugge da Berlino, dopo il drammatico incendio del Reichstag del 27 febbraio e si reca a Vienna, dove ottiene il permesso di tornare a Budapest, da qui , seguendo il suo istinto errabondo ed irrequieto, parte alla volta di Parigi dove incontra Gerda Taro, profuga tedesca, e se ne innamora. Nel 1936 Sotto il nuovo nome di Robert Capa parte per la Spagna inviato delle riviste francesi Ce Soir e Regards per fotogafare la guerra civile. Assieme a lui parte anche la sua compagna Gerda Taro che nel 1937 morirà schiacciata da un carro armato.
Supervisor: Manuela Verbasi
Direttore Fotografia: Paolo Rafficoni
Editing: Mari de Cristofaro.
Fotografie: Fonti Web.
Testi: Mari de Cristofaro dal Web.
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