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lunedì, 23 marzo 2009
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Caramel

 di

Laura Vega

 

  

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
-supervisione:Manuela Verbasi
-Direttore di Rosso Foto:  P. Rafficoni
-Redazione Rosso Foto

-Editing:
Paolo Rafficoni

-Le immagini che sono presenti nel blog sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente agli autori o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto. Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto (La redazione)

 


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venerdì, 17 ottobre 2008
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ai margini Mauro Moschitti


Ai margini

di

 Mauro Moschitti

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Ester

di

Bodil Larsen

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cacciata Mauro Moschitti


Cacciata

di

 Mauro Moschitti

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Ligths

di

Lisa Bernardini

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ST1

di

Paolo Fani

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Pesco

di

Mary de Cristofaro

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taglia 42 Mauro Moschitti


Taglia 42

di

 Mauro Moschitti

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Corse verso il nulla

di

 Massimo Camocardi

............................


Bailarinas Primas

di

Maria Joao Marques

............................


Piccola Ballerina

di

Maria Joao Marques

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Good morning ser web

di

 Luca Ciardiello

 

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Solitudini

di

Lisa Bernardini

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..............


L'ombra

di

 Michela Ciardiello

............................


Playng with light

di

Maria Joao Marques

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Acqua e luce

di

 Marco Boragine

 

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Verona

di

 Patrizia Todisco

 

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ai margini Mauro Moschitti


Lives Burn

di

 Mauro Maschitti

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La pianista

di

Raffaella 64

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cacciata Mauro Moschitti


Legami

di

 Mariagata Casa

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La luce e il legno

di

Mariagata Casa

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cacciata Mauro Moschitti


La luna

di

 Mari de Cristofaro

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Two Speeds

di

Luca Ciardiello

............................

cacciata Mauro Moschitti


Me

di

 Mariagata Casa

............................


Scende la sera e tutto tace.

di

Bruno Marinari

............................

cacciata Mauro Moschitti


Gallery's effects

di

 Luca Ciardiello

............................

cacciata Mauro Moschitti


Sguardi d'intesa

di

 Massimo Mannucci

............................

cacciata Mauro Moschitti


Gold Sunset

di

Gaetano Ficara

............................

cacciata Mauro Moschitti


Caramel

di

Laura Vega

............................

cacciata Mauro Moschitti


Stargate

di

Giordano Cavedoni

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cacciata Mauro Moschitti


Pensare di poter volare

di

Carlo Atzori

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cacciata Mauro Moschitti


Interno di cattedrale

di

Maurizio Zoldan

............................

cacciata Mauro Moschitti


Around Accra

di

Aldo Feroce

............................

 

 


-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
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-Supervisione: Manuela Verbasi

-Editing: Paolo Rafficoni
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venerdì, 01 gennaio 1999
In --- > sogni, foto, fotografia, , germania, colori, portrait, bambole, liza

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mostra on-line di:

 Liza Poetter

 Cose di bambola 

 testo di: Mari de Cristofaro

 

 


 

 

 

 

 Ancora un altro appuntamento per  i nostri amici di Rosso Foto, una mostra originale di un'amica vicina ma lontana. Dalla Germania Liza ci dona il piacere di vedere una serie di scatti di piccole bambole veramente belle.

Con questa carrellata di immagini si entra in un mondo fiabesco, un mondo dove la rappresentazione del reale sembra raccontare di sogni, speranze, gioie, dolori, metafora del mondo che ci circonda.

Il "vestito" di parole di Mari ben coglie un aspetto che appartiene all'immaginario di ognuno, ciascun osservatore potrà trovare in questi sguardi ciò che più rappresenta il suo modo di sentire e/o di essere.

Notevole la fattura delle bambole, la cura dei dettagli e degli accessori che indossano, veramente belle, molto ben riprese e curate le immagini, il risultato penso che sia molto piacevole e, spero, gradito agli amici di Rosso Foto.

Vi lascio alle immagini che Liza ci ha regalato con i testi redatti da Mari per questo bellissimo viaggio fantasy.

Paolo Rafficoni 

 

 Le immagini che vedrete nella mostra sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente all'autore stesso o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto.

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(La redazione)

 

 


 

 

 

 Pausilypon_La_Casa_degli_Spiriti_

 

 

 

Hanno chiuso la porta e spento le luci, come ogni sera è calato il buio: è il Regno delle Ombre.

 

Sie haben die Tür geschlossen und die Lichter ausgemacht, wie jeden Abend sank das Dunkel herab: es ist das Königsreich der Schatten.

 

 

 

 

 

 

Dopo un giorno di luci sfavillanti, di voci estranee-familiari, diverse-uguali, sorrisi di bimbi, occhi spalancati sul mio mondo…

 

Nach einem Tag der glänzenden Lichter, der fremd-vertrauten Stimmen, unterschiedlich-gleiche, Lächeln von Kindern, Augen aufgerissen auf mein Welt…

 

 

 

 

 

 

Occhi pieni di stupore, sogni, desideri; manine che si tendono per afferrare…- questa…si, questa…-…NON ORA…. per la tua festa, forse, se sei buona…-

 

Augen voll Staunen, Träume, Wünsche; Händchen, die sie sich strecken, um zu ergreifen …-diese…ja, diese…-…NICHT JETZT…. für deine Feier, vielleicht, wenn du brav bist …-

 

 

 

 

 

 

Quella bimba con lo sguardo strano….mi ha guardata come se capisse, chissà se tornerà, chissà se sarò io a farle compagnia, a vegliare sui suoi sogni…

 

Jenes Kind mit dem komischen Blick… . sah mich an, als ob es verstände, wer weiß, ob es zurückkehren wird, wer weiß, ob ich ihm Gesellschaft leisten werde, um über seine Träume zu wachen...

 

 

 

 

 

 

Ora il silenzio scivola addosso come una morbida coperta a proteggere e isolare dalla vita chiusa fuori…..finalmente…o purtroppo..(?)

 

Jetzt gleitet die Stille darüber, wie eine weiche Decke um zu schützen und zu isolieren vor dem draußen ausgeschlossenen Leben ….. endlich…o leider.. (?)

 

 

 

 

 

 

E’ dunque questo il mio destino? Donare un sogno… un attimo di gioia… e poi che ne sarà di me…

 

Ist dieses also mein Schicksal? Einen Traum schenken… einen Augenblick der Freude… und dann, was wird aus mir sein…

 

 

 

 

 

 

 

E le altre, così vicine, così lontane….sentono le mie stesse cose?

 

 

Und die anderen, so nah, so fern… fühlen sie die gleichen Dinge wie ich?

 

 

 

 

 

 

Muta , immobile, posso solo farmi domande a cui nessuno mai risponderà. Perché sono condannata al silenzio.

 

Stumm, unbeweglich kann ich nur mir selbst Fragen stellen, denen niemand niemals antworten wird. Weil ich zur Stille verurteilt wurde.

 

 

 

 

 

 

Nessuno si chiede cosa penso, cosa sogno…

 

 

Niemand fragt sich was ich denke, was ich träume…

 

 

 

 

 

 

Potessi una sola volta, in una magica notte muovermi e parlare e toccare e gridare al buio che ci sono, che penso, che ho un’anima…

 

Könnte ich nur ein einziges Mal, in einer magischen Nacht mich bewegen und sprechen und berühren und zum Dunkel schreien, das ich bin, das ich denke, das ich eine Seele habe…

 

 

 

 

 

 

Una volta…solo una volta scivolare via nella notte, respirare, poter rispondere ad un sorriso…

 

Nur ein Mal... bloß ein Mal in die Nacht gleiten, atmen, auf ein Lächeln antworten…

 

 

 

 

 

 

Dicono che da qualche parte c’è il cielo…

 

Sie sagen, das irgendwo dort der Himmel ist…

 

 

 

 

 

 

È una cosa che cambia colore e diventa azzurro, celeste, grigio, arancio, blu…

 

Er ist eine Sache, welche die Farbe wechselt und blau, himmelblau, grau, orange, dunkelblau wird...

 

 

 

 

 

 

e quando è blu scuro compare la luna ad illuminare, e una miriade di piccole luci che brillano…le chiamano stelle…

 

und wenn er dunkelblau ist, erscheint der Mond ihn zu beleuchten und eine myriade von kleinen lichtern, welche schimmern…man nennt sie sterne...

 

 

 

 

 

 

Marlies Liza Poetter è nata a Dortmund, in Germania il 20 febbraio 1952. Nel 1971 segue presso l’università di Berlino un corso di assistente tecnico per l’agricoltura e patologia delle piante. Dal 1974 al 1975 lavora per il governo tedesco in Africa, nella Repubblica del Ciad, come esperta nell’allevamento di animali. La sua passione per gli animali la porta a diventare insegnate di equitazione, oltre che esperta nell’addestramento di cavalli e cani. Nel 1984 si trasferisce in Italia dove lavora nel campo di progetti educativi e scambi culturali. Nel marzo 2008 torna in Germania a Bad Soden dove lavora nel campo del turismo. Concedetemi di aggiungere che Liza è una persona “speciale”: è esigente e critica prima di tutto con sé stessa, a volte è …poco diplomatica , ma è capace di trasmettere a chi le è accanto la sua voglia di vivere e questa è la sua grande forza.  Ciao LizMari

 

 


 

 

Foto: Liza Poetter
Testi: Mari de Cristofaro
Supervisione: Manuela Verbasi & Paolo Rafficoni
Editing:Mari de Cristofaro

 

 

 

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venerdì, 01 gennaio 1999
In --- > foto, fotografia, bianco e nero, colori, david hamilton, maestri della foto

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♦Le foto di Hamilton sono visibili a tutto schermo cliccando sulle stesse♦

 

 

Nasce in Inghilterra nel 1933. Studia architettura e interior design prima di rivolgersi alla fotografia. Mentre è art director della rivista inglese Queen,acquista la sua prima macchina fotografica. Trasferitosi poi a Parigi all’età di 20 anni inizia a lavorare come art director di Printemps, per poi dedicarsi esclusivamente alla fotografia. Inizia a collaborare con la rivista Elle. Alcuni anni dopo, a Londra, collabora con il Queen Magazine. Di ritorno a Parigi, lavora come direttore artistico del Printemps. Parallelamente, prosegue la sua carriera artistica: pubblica foto su riviste quali Ralits e Photo, e collabora con Nina Ricci e Chanel. Nel 1971, la pubblicazione del suo libro "Rves de Jeunes filles", presso Robert Laffont, lo rende noto al grande pubblico. La sua immensa carriera è costellata da film, edizioni di libri e moltissime esposizioni. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, come nei centri internazionali di cultura di New York, Tokyo, Londra, Amburgo, Milano e Parigi. Attualmente vive in una casa ottocentesca vicino a St.Tropez, Francia.

 



 

 

 
 

David Hamilton... "Cacciatore dì sogni, l'uomo dagli occhi chiari insegue farfalle adolescenti con ali tenui, appena uscite dalla crisalide. Con delicatezza, per non sciuparle, le imprigiona immediatamente in una grande casa perduta, la sua casa, dove le osserva a lungo... Il fantomatico cacciatore di camera in camera, silenzioso come le sue farfalle.

 



 

 

 
 

Nasce in Inghilterra nel 1933. Studia architettura e interior design prima di rivolgersi alla fotografia. Mentre è art director della rivista inglese Queen,acquista la sua prima macchina fotografica. Trasferitosi poi a Parigi all’età di 20 anni inizia a lavorare come art director di Printemps, per poi dedicarsi esclusivamente alla fotografia. Inizia a collaborare con la rivista Elle. Alcuni anni dopo, a Londra, collabora con il Queen Magazine. Di ritorno a Parigi, lavora come direttore artistico del Printemps. Parallelamente, prosegue la sua carriera artistica: pubblica foto su riviste quali Ralits e Photo, e collabora con Nina Ricci e Chanel. Nel 1971, la pubblicazione del suo libro "Rves de Jeunes filles", presso Robert Laffont, lo rende noto al grande pubblico. La sua immensa carriera è costellata da film, edizioni di libri e moltissime esposizioni. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, come nei centri internazionali di cultura di New York, Tokyo, Londra, Amburgo, Milano e Parigi. Attualmente vive in una casa ottocentesca vicino a St.Tropez, Francia.

 



 

 

 
 

Con queste parole, undici anni fa, Alain Robbe-Grillet presentava il primo volume di David Hamilton "Reves de Jeunes Filles" (Sogni di fanciulle). È l'inizio di una straordinaria carriera e, al tempo stesso, culmine di una ricerca d oltre dieci anni, ricerca di una realtà diversa, indefinibile cui erano con tutte le caratteristiche che, ancora oggi, fanno di David Hamilton qualcosa di più di un fotografo, di un personaggio alla moda, di un maestro dell'erotismo tenero.

 



 

 

 
 

Lo scatto iniziale si verificò nel 1969, quando la rivista testimoniò, nelle sue pagine, un incontro fondamentale: quello dell'uomo con la poesia.L'incontro cioè di David Hamilton con la canzone di Léonard Cohen, Suzanne, che lo colpì profondamente e intensamente, consentendo esprimere pienamente il suo talento artistico.

 



 

 

 
 

Le immagini di Suzanne, pubblicate da "Twen" nel 1969, racchiudevano per la prima volta tutte le qualità che, nel loro armonico complesso, costituiscono la sua peculiare sensibilità artistica: la luce sfumata e incerta del crepuscolo, la penombra segreta dei tendaggi socchiusi, l'intimità, il riserbo, il pudore e, in apparente contrasto, l'abbandono totale, senza riserve, della modella rivelarono al pubblico il giardino segreto di David Hamilton.

 



 

 

 
 

Giardino rimasto, poi, sostanzialmente inalterato nel tempo, ma incessantemente arricchito a ogni incontro con una donna-fiore, o con una sfumatura un armonico accostamento di colori in grado di affascinarlo. Dopo l'esordio su "Twen", Hamilton è divenuto un personaggio pubblico: in una decina di opere ha dischiuso il suo giardino magico allo sguardo di artisti, critici, dilettanti e appassionati che ne sono rimasti immediatamente affascinati.

 



 

 

 
 

E l'incanto continua, perché nell'arco degli anni, in ogni sua opera, Hamilton non ha rivelato che un angolo del giardino. Non perché l'artista abbia deliberatamente voluto celarne alcune zone, ma semplicemente perché non gli è ancora venuta l'idea di esplorarle.

 



 

 

 
 

David Hamilton in realtà è un figlio del suo tempo, che vive intensamente e che approfitta senza falsi pudori della fama e della gloria per viaggiare, per raggiungere il sole che ama profondamente, per esplorare il mondo alla ricerca di nuove modelle e fonti di ispirazione, per vivere una vita da divo.

 



 

 

 
 
 

Egli sfrutta il suo talento senza problemi, ma sempre in senso positivo, senza mai fare concessioni o cercare facili consensi. Ha sempre saputo rifiutare le occasioni che non trovavano rispondenza nella sua sensibilità artistica. Non è mai caduto, per esempio, nell'erotismo banale e di facile effetto che gli proponevano coloro che non lo avevano evidentemente capito. E poiché il fulcro della sua ossessione artistica, della sua sensibilità è sempre la fanciulla, nel momento in cui si apre ancora inconsapevole alla sua vita di donna, David Hamilton ama troppo intensamente questa sua fonte d'ispirazione per non circondarla di una purezza, di un'essenzialità, fino a dare quasi l'impressione di voler cancellare il suo intervento di artista; e queste caratteristiche sono costanti e si ripropongono con evidenza in tutte le sue opere.

 



 

 

 
 

Il primo libro, "Réves de Jeunes Filles" consacrò la sua fama dopo il successo di Twen. Diede la prima occasione di penetrare nel giardino segreto, compiendo una scoperta, in qualche modo ambigua. Erotismo o ambiguità compiaciuta? Questo è il primo dubbio che l'opera di Hamilton suscita, dubbio che non sarà mai risolto e lascerà intatta l'ambiguità sottile delle visioni del fotografo "sonnambulo errante in lande sconosciute, alla ricerca della casa perduta", come scrive Robbe Grillet.

 



 

 

 
 

A quel tempo, colpiti dalla bellezza e dalla straordinaria intensità dell'espressione, alcuni pensarono che Hamilton sarebbe inevitabilmente rimasto prigioniero e vittima della sua stessa originalità e non sarebbe mai riuscito a rinnovarsi e a evolversi.

 



 

 

 
 

In Réves de Jeunes Filles sembrava infatti aver dato il meglio di se stesso ed essere quindi destinato a rimanere, nel mondo della fotografia, come una stella cadente, straordinariamente luminosa, ma effimera. E questo senza contare che nel 1972 si riproponeva con due libri "Les Demoiselles d'Hamilton" (Le fanciulle di Hamilton) e "La Danse" (La danza) giudicati all'epoca dal Figaro come "una patetica ricerca della bellezza". Il tema centrale di entrambe le opere era sempre la fanciulla, l'adolescente.

 



 

 

 
 
 

Nelle Demoiselles si provava la stessa intensa emozione che già avevano suscitato i "Réves de Jeunes Filles": un nuovo inno al trionfo della donna-bambina, alla tenera dolcezza dei corpi giovani, all'innocenza non più completamente inconsa-pevole, alla sensualità quasi presagita sotto la grana sottile della pelle, già presenti e intensa, ma ancora irraggiungibile, perché protetta dalla purezza dell'infanzia.Dopo la dolcezza soffusa, ancora smaterializzata e impalpabile delle Demoisel-les, nella Danse si poteva cogliere con chiarezza ciò che si nascondeva - e si nasconde tuttora - dietro lo sguardo di David Hamilton: l'atmosfera, che egli materializzava collocando il suo sogno in un ambiente particolare, quello della danza, anzi della scuola di danza, ancora più intimo e segreto, così da porre la fanciulla in una specie di scrigno in cui i suoi gesti e i suoi atteggiamenti assumessero un significato particolare, pregnante. Così accostandosi in maniera più naturale e disincantata all'artista, di cui ormai si conoscevano l'anima e gli impulsi più segreti, era possibile affrontare la scena aperta dell'ambiente.

 



 

 

 
 

Proprio in quest'opera infatti si rivela tutta l'importanza che l'artista attribuisce allo sfondo: non quello da studio di posa, che Hamilton sempre rifiutato, ma quello costituito da situazioni assolutamente reali, in cui luce è naturale e il riflesso della sbarra ha la lucentezza particolare, conferii dalle migliaia di mani che l'hanno stretta, ogni giorno. Quello in cui le fanciulle vivono effettivamente, si allacciano le scarpette da ballo, non per essere fotografate, ma per compiere i loro faticosi esercizi davanti allo specchio che, in alcuni punti, è scheggiato od offuscato. Il luogo in cui, se la fanciulla è nuda o se si ria una ciocca di capelli, tutto avviene in maniera spontanea.

 



 

 

 
 
 

Il terzo volume di Hamilton ha dimostrato inequivocabilmente come egli, quanto artista autentico, sfugga al rischio dell'usura e della ripetitività: il talento reale, unico e inimitabile elude le oscillazioni del gusto e delle mode. Dopo questa testimonianza che rimane fondamentale nell'ambito della sua affermazione, David Hamilton si è concesso una pausa di due anni. Questi due anni gli hanno consentito inoltre di preparare un'altra passeggiata suo giardino, le cui porte si sono aperte nuovamente al pubblico, nel 1974 "Souvenirs" è una nuova scoperta. Tema centrale rimaneva, sempre, la donna sublime e smaterializzata, di fronte al mare e altrettanto importante si rivela però, la spiaggia, nel momento in cui la marea cala, il tripudio della giornata si spegne, i bagnanti se ne vanno e le fanciulle camminano pigramente nell'acqua "Souvenirs" segna l'apparizione dei paesaggi, della luce biblica della Tunisia.

 



 

 

 
 

Completamente diversa è l'atmosfera di "Collection Privée des David Hamilton", pubblicata nel 1976, l'opera più audace dell'artista. "Una visione lucida e precisa della sensualità femminile". Molte persone, a quell'epoca, aspettavano con ansia l'occasione per penetrare in questo particolare sentiero del giardino di Hamilton, ma chiunque sperasse di imbattersi in immagini scandalistiche era inevitabilmente destinato ad avere una profonda delusione. Quest'opera dimostrava infatti, ancora una volta, che il talento, l'intensità espressiva di Hamilton si identificava con l'assoluta purezza e la semplicità della sua visione.

 



 

 

 
 

Forse perché segna il superamento di questo nuovo stadio della ricerca espressiva, Collection Privée è l'unica opera di David Hamilton in cui i vari capitoli sono ispirati a un'unica modella. Per esempio Bambina: "Bambina non sorride al fotografo. Appare contrariata o imbronciata o forse pensa semplicemente al gio-vane che stamani l'ha seguita...". Sono temi ricchi di una sensualità ambigua, fatta di innocenza e di un atteggiamento inconsapevolmente provocatorio, costan-temente rivolta, però, completamente ed esclusivamente ai pensieri e ai sogni della modella, al mistero della sua femminilità che, sul punto di schiudersi, provoca profondi, oscuri turbamenti. Enorme successo commerciale Collection Privée costituì, in un certo senso, lo stimolo per l'opera successiva di David Hamilton "The Best of David Hamilton", pubblicata anch'essa nel 1976.

 
 
 



 

 

 
 
 
-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto.
-Direttore di Rosso Foto : P. Rafficoni
-Supervisione Manuela Verbasi
-Editing: Emy Coratti, Paolo Rafficoni, Cristina Desogus
-Immagini e testi dal web a cura dello staff Rosso Foto
-Staff Rosso Foto: Carlo Aztori, Mary de Cristofaro, Cristina Desogus, Emy Coratti, Giovanna Trani.



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