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L'Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano
presenta la mostra antologica di:
"Robert Doisneau"
Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1 aprile 1994)
La sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, dove ha fotografato strade e volti sempre differenti. Il suo nome viene ricordato soprattutto per le foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell'ambiente parigino.
Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.
« Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »
(Robert Doisneau)
Al giorno d'oggi l'immaginazione visiva della gente è più sofisticata, più sviluppata, specialmente nei giovani, tanto che ora puoi fare una foto che suggerisce solo un piccolo qualcosa, poi di essa si può fare davvero ciò che si vuole.
(Robert Doisneau)
Al giorno d'oggi l'immaginazione visiva della gente è più sofisticata, più sviluppata, specialmente nei giovani, tanto che ora puoi fare una foto che suggerisce solo un piccolo qualcosa, poi di essa si può fare davvero ciò che si vuole.(Robert Doisneau)
Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l'entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono. Non credo che si possa vedere intensamente più di due ore al giorno." (Robert Doisneau)
Un fotografo animato dal solo bisogno di registrare quello che lo circonda non aspira a ottenere risultati economici e non si pone i limiti di tempo che ogni produzione professionale comporta.(Robert Doisneau)
Quando ho iniziato, il fotografo era nel migliore dei casi un ingegnoso dilettante la cui attività era tollerata a patto che ci si accontentasse di restare ai margini delle vere corporazioni. Quanto ai Signori della Cultura Ufficiale, quelli non scherzavano: bastava accennare alla fotografia che li si poteva vedere, dimentichi delle antiche contese, formare quadrato e marciare compatti. (Robert Doisneau)
Un centesimo di secondo qui, un centesimo di secondo là... anche se li metti tutti in fila, rimane solo un secondo, due, forse tre secondi... strappati all'eternità. (Robert Doisneau)
La sua opera più conosciuta è "Le Baiser de l'Hôtel de Ville" (Il Bacio presso l'Hôtel de Ville), la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano, lungo le caotiche vie di Parigi.
Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l'inatteso che si incontra per le strade.(Robert Doisneau)
Supervisor: Manuela Verbasi
Direttore Fotografia: Paolo Rafficoni
Editing: Cristina Desogus.
Fotografie: Fonti Web.
Testi: Wikipedia ed altre dal Web.
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In questa frase di Robert Capa , considerato a tutt’oggi il più grande fotografo di guerra, è racchiusa la sua idea di fotografia. Nato in Ungheria, a Budapest, il 2 ottobre del 1913 da una famiglia ebrea, Endre Friedman, questo il suo vero nome, lascia il suo paese nel 1931, dopo i moti studenteschi, per motivi politici, e si trasferisce a Berlino dove si iscrive al corso di giornalismo della Deutsche Hochschule fur Politik. Ben presto apprende che per motivi economici i genitori non possono più inviargli il denaro per gli studi e così inizia a lavorare come fattorino presso un’importante agenzia fotografica, la Dephot. Il direttore, Simon Guttam, scopre il suo talento e comincia ad affidargli dei piccoli servizi fotografici sulla cronaca locale; il suo primo incarico importante è a Copenaghen per fotografare la lezione di Lev Trotzkij agli studenti danesi. Nel 1933, al momento dell’ascesa al potere di Hitler, fugge da Berlino, dopo il drammatico incendio del Reichstag del 27 febbraio e si reca a Vienna, dove ottiene il permesso di tornare a Budapest, da qui , seguendo il suo istinto errabondo ed irrequieto, parte alla volta di Parigi dove incontra Gerda Taro, profuga tedesca, e se ne innamora. Nel 1936 Sotto il nuovo nome di Robert Capa parte per la Spagna inviato delle riviste francesi Ce Soir e Regards per fotogafare la guerra civile. Assieme a lui parte anche la sua compagna Gerda Taro che nel 1937 morirà schiacciata da un carro armato.
Supervisor: Manuela Verbasi
Direttore Fotografia: Paolo Rafficoni
Editing: Mari de Cristofaro.
Fotografie: Fonti Web.
Testi: Mari de Cristofaro dal Web.
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