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"I ritratti di Eisenstaedt rivelano chiaramente lo spirito e il carattere della persona, famosa o sconosciuta che sia. Per la loro familiarità, le sue opere fanno sentire partecipe l'osservatore e gli danno la sensazione di essere presente accanto al fotografo». Eisenstaedt ha ricevuto numerosi premi internazionali ed è tra i fotoreporter più pubblicati dei mondo.”
Life International

 

 


Alfred Eisenstaedt (Tczew, 6 dicembre 1898 – Massachusetts, 24 agosto 1995) è stato un fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense dopo anni di vita e carriera negli Stati Uniti d'America.
Era solito usare una macchina fotografica Leica M3 con un obiettivo fotografico da 35mm, una vera e propria propaggine del proprio corpo e della propria mente.
Il grande fotografo  nacque da una famiglia ebrea a Dirschau (Tczew) nella Prussia dell'ovest.
Egli incomincia a scattare fotografie già a 13 anni con un piccolo apparecchio Kodak ricevuto in regalo.
Nell'anno 1906 la sua famiglia si trasferisce a Berlino con il piccolo Alfred al seguito che all'epoca aveva otto anni.
All'età di diciassette anni lo scoppio della prima guerra mondiale lo trova ancora in quella Berlino ove era arrivato al seguito della famiglia e dove aveva maturato le prime esperienze fotografiche.
 
 
Chiamato a far parte dell'esercito tedesco Eisenstaedt combattè in un reparto di  artiglieria della Wehrmacht  durante la prima guerra mondiale, rimanendo ferito il 9 aprile 1918.
Al termine della prima guerra mondiale, all'epoca della grande inflazione, si guadagna da vivere vendendo cinture e bottoni per conto di un'azienda di Berlino.
Nel tempo libero si dedica alla fotografia e inizia a sperimentare gli ingrandimenti di particolari.
E' proprio in questo periodo che la pubblicazione della foto di una tennista, su «Weltspiegel», segna l'inizio della sua carriera di fotografo freelance per molte riviste e quotidiani tra cui il «Berliner Tageblatt».
Nel 1929 decide di dedicarsi esclusivamente a quella che fino a quel momento era stata solo una passione e lavora per la Pacific and Atlantic Picture Agency.

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Già con il primo incarico affidatogli, realizzare un reportage fotografico sul conferimento del Premio Nobel a Thomas Mann nel 1929, suscita grande attenzione. In questi anni realizza numerosi ritratti fotografici divenuti poi famosi; tra gli altri, quello di Marlene Dietrich, di George Bernard Shaw, ma anche di Joseph Goebbels, Hitler e Mussolini e il reportage sulla guerra tra Italia ed Etiopia.

"In 1933, I traveled to Geneva for the fifteenth session of the League of Nations. There, sitting in the hotel garden, was Dr. Joseph Goebbels, Hitler's Minister of Propaganda.... Sunddenly he spotted me and I snapped him. Here are the eyes of hate. Was I an enemy? Behind him is his private secretary and interpreter. This picture was published many times throughout the world. I have been asked how I felt photographing these men. Naturally, not so good, but when I have a camera in my hand I know no fear."  - Alfred Eisenstaedt

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Lavora per la «Berliner Illustrierte Zeitung» e per altri quotidiani di Berlino e Parigi.
A causa della situazione politica in Germania e nella speranza di trovare migliori possibilità di lavoro, Eisenstaedt, nel 1935, emigra negli Stati Uniti dove, in un primo tempo, lavora per «Harper's Bazaar», «Vogue» e «Town and Country». Arriva a New York proprio quando la rivista «Life» viene lanciata ed entra a far parte dei suoi collaboratori fissi già all'inizio dei 1936.

"When Hitler and Mussolini met on June 13, 1934, in Venice, Mussolini was the big shot. It was the first meeting between the two dictators, and the last time Hitler appeared in mufti, before taking full power. Two months later, Hitler became the Fuhrer of the Third Reich."  - Alfred Eisenstaedt 

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Questa è una foto di Eisenstaedt del 1932, poco tempo prima di emigrare negli Stati Uniti, il soggetto è niente di meno che George Bernard Show, noto per la sua idiosincrasia alle interviste ed ai ritratti.

"In 1932, I traveled to London hoping to photograph George Bernard Shaw. People told me he was very difficult and inaccessible, but I was also told that he was a vegetarian. So I bought a bunch of bananas and sent these, together with a portfolio of my photographs, to his home at Whitehall Court. Two days later I was asked to visit him. He looked through my photographs and said, 'You don't have to make me pose, I am a photographer myself."- Alfred Eisenstaedt 

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Peter Pollack scrivrà di lui: "Punto di forza delle sue fotografie è la semplicità della composizione".
E' famosa la fotografia intitolata  "Il giorno della vittoria" istantanea di un appassionato bacio durante la parata dei marine vittoriosi in Times Square alla fine della seconda guerra mondiale. (Qui accanto la foto )

 
 
"In Times Square on V.J. Day, I saw a sailor running along the street grabbing every girl in sight. I was running ahead of him with my Leica looking back over my shoulder. Then suddenly, in a flash, I saw something white being grabbed. I turned around and clicked the moment the sailor kissed the nurse...I took exactly four pictures. It was done within a few seconds."  - Alfred Eisenstaedt 

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Eisenstaedt è un pioniere della fotografia con luce naturale poiché è tra i primi a rinunciare al flash per sfruttare l'ambiente naturale e l'atmosfera da esso prodotto.
Scrive ancora Peter Pollack di lui: "I ritratti di Eisenstaedt rivelano chiaramente lo spirito e il carattere della persona, famosa o sconosciuta che sia.
Per la loro familiarità, le sue opere fanno sentire partecipe l'osservatore e gli danno la sensazione di essere presente accanto al fotografo".
Eisenstaedt ha ricevuto numerosi premi internazionali ed è tra i fotoreporter più pubblicati dei mondo.

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La sua straordinaria capacità di "vedere il mondo" fece sì che lo stesso Henry Luce, fondatore della storica rivista, dichiarasse nel 1946: "La mia fiducia in "LIFE", la nostra effettiva capacità di fare del buon giornalismo per immagini, cominciarono al rientro di Alfred Eisenstaedt dalla sua prima missione".
Scorrendo le sue foto e ricostruendo la sua vita, sorprende l'incredibile varietà dei lavori fotografici- dai celebri ritratti alle documentazioni più diverse della vita e della cronaca- la sua situazione- l'aspetto umano in grado di appassionare e coinvolgere il pubblico.
Un interprete veramente straordinario, dotato di una capacità "visionaria" che arricchisce gli eventi di cui è testimone di quella particolare leggerezza, quella carica di ironia, che ha contribuito, negli anni, a renderlo uno degli autori più amati dal grande pubblico.

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Una delle descrizioni più efficaci dell'opera di Eisenstaedt l'ha data Jacob Deschin, che ha lavorato a lungo come redattore fotografico del "New York Times": "..nell'intimo Eisie è ancora un dilettante.
Sono cinquant'anni che lavora da professionista, ma riesce ancora a lasciarsi emozionare dal suo mezzo espressivo.
E' entusiasta come un principiante e prova un'istintiva simpatia per le persone e le cose.
La capacita' di emozionarsi,  l'entusiasmo e l'empatia sono il tratto distintivo di Eisenstaedt,  non soltanto come artista, ma anche come essere umano.
E spiegano meglio di ogni altra cosa il motivo per cui lavorare con Eisie è tanto impegnativo, ma anche tanto entusiasmante".

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Eisenstaedt, conosciuto come "Eisie" dai suoi amici, ha trascorso le sue vacanze estive, durante il mese di agosto, nell'isola di Martha's Vineyard, per 50 anni. Durante un breve lavoro nelle Isole Galapagos, Eisenstaedt lasciò le stesse,, prima che il suo lavoro fosse finito, in modo da arrivare in tempo per le sue vacanze estive nell'isola.
È proprio durante le sue vacanze estive a Vineyard che Ensenstaedt trovò il tempo di condurre esperimenti fotografici, come lui stesso ebbe modo di dichiarare, "Lavorando con varie lenti, filtri e prismi, ma sempre con luce naturale." .

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Come dimostrano gli scatti che vi proponiamo in questa retrospettiva, i personaggi di Alfred Einstaedt sembrano assurgere a protagonisti indipendenti dello scatto stesso.
(Qui accanto riconosciamo un giovane Bob Kennedy all'epoca della campagna elettorale che non riusci a portare a termine)
Eisenstaedt era affascinato dai fari (nautici) dell'isola di Martha's Vineyard's, innamorato dell'isola e della vita che vi si conduceva, egli fu il fulcro della raccolta fondi per il "Vineyard Environmental Research Institute (VERI)" (Istituto di ricerca per l'ambiente di Vineyard).
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Una delle raccolte di fondi succedutasi nel corso degli anni è stata intitolata "Eisenstaedt Day" ed è stato un evento internazionale.
L'ultima raccolta fondi è stata tenuto nel 1995, ad agosto, nel mese della sua morte nell'isola di Martha's Vineyard.
L'ultima fotografia scattata da Eisenstaedt ritraeva il Presidente Bill Clinton con sua moglie, Hillary, e la figlia, Chelsea, nell'agosto del 1993, alla Granary Gallery nel West Tisbury dell'isola di Martha's Vineyard.
Questa foto storica "privata", insieme ad altre, fu scattata in una zona protetta dai servizi segreti americani per oltre un'ora, ed è stata documentata da William Marks.

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Eisenstaedt morì nel suo letto a mezzonatte, nel "Menemsha Inn cottage" conosciuto anche come "Pilot House".
La sua morte fu scoperta dalla sorellastra, Lucille (Lulu) Kaye, e dal suo caro amico, nonché editore e autore, William E. Marks.
"My most difficult subject was Ernest Hemingway. He was very excitable, but in the end we got on fine. It all started when I took some pictures of him in the harbor of Cojima near his home in Cuba. He went almost berzerk because, while I was photographing, he overheard a little boy ask his father, 'Who is that actor?'" - Alfred Eisenstaedt 

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-Fotografie:  Fonte web
-Testi:          Fonte web
-Da una idea di:                         Paolo Rafficoni - Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
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venerdì, 01 gennaio 1999
In --- > sogni, foto, fotografia, , germania, colori, portrait, bambole, liza

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mostra on-line di:

 Liza Poetter

 Cose di bambola 

 testo di: Mari de Cristofaro

 

 


 

 

 

 

 Ancora un altro appuntamento per  i nostri amici di Rosso Foto, una mostra originale di un'amica vicina ma lontana. Dalla Germania Liza ci dona il piacere di vedere una serie di scatti di piccole bambole veramente belle.

Con questa carrellata di immagini si entra in un mondo fiabesco, un mondo dove la rappresentazione del reale sembra raccontare di sogni, speranze, gioie, dolori, metafora del mondo che ci circonda.

Il "vestito" di parole di Mari ben coglie un aspetto che appartiene all'immaginario di ognuno, ciascun osservatore potrà trovare in questi sguardi ciò che più rappresenta il suo modo di sentire e/o di essere.

Notevole la fattura delle bambole, la cura dei dettagli e degli accessori che indossano, veramente belle, molto ben riprese e curate le immagini, il risultato penso che sia molto piacevole e, spero, gradito agli amici di Rosso Foto.

Vi lascio alle immagini che Liza ci ha regalato con i testi redatti da Mari per questo bellissimo viaggio fantasy.

Paolo Rafficoni 

 

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Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto

(La redazione)

 

 


 

 

 

 Pausilypon_La_Casa_degli_Spiriti_

 

 

 

Hanno chiuso la porta e spento le luci, come ogni sera è calato il buio: è il Regno delle Ombre.

 

Sie haben die Tür geschlossen und die Lichter ausgemacht, wie jeden Abend sank das Dunkel herab: es ist das Königsreich der Schatten.

 

 

 

 

 

 

Dopo un giorno di luci sfavillanti, di voci estranee-familiari, diverse-uguali, sorrisi di bimbi, occhi spalancati sul mio mondo…

 

Nach einem Tag der glänzenden Lichter, der fremd-vertrauten Stimmen, unterschiedlich-gleiche, Lächeln von Kindern, Augen aufgerissen auf mein Welt…

 

 

 

 

 

 

Occhi pieni di stupore, sogni, desideri; manine che si tendono per afferrare…- questa…si, questa…-…NON ORA…. per la tua festa, forse, se sei buona…-

 

Augen voll Staunen, Träume, Wünsche; Händchen, die sie sich strecken, um zu ergreifen …-diese…ja, diese…-…NICHT JETZT…. für deine Feier, vielleicht, wenn du brav bist …-

 

 

 

 

 

 

Quella bimba con lo sguardo strano….mi ha guardata come se capisse, chissà se tornerà, chissà se sarò io a farle compagnia, a vegliare sui suoi sogni…

 

Jenes Kind mit dem komischen Blick… . sah mich an, als ob es verstände, wer weiß, ob es zurückkehren wird, wer weiß, ob ich ihm Gesellschaft leisten werde, um über seine Träume zu wachen...

 

 

 

 

 

 

Ora il silenzio scivola addosso come una morbida coperta a proteggere e isolare dalla vita chiusa fuori…..finalmente…o purtroppo..(?)

 

Jetzt gleitet die Stille darüber, wie eine weiche Decke um zu schützen und zu isolieren vor dem draußen ausgeschlossenen Leben ….. endlich…o leider.. (?)

 

 

 

 

 

 

E’ dunque questo il mio destino? Donare un sogno… un attimo di gioia… e poi che ne sarà di me…

 

Ist dieses also mein Schicksal? Einen Traum schenken… einen Augenblick der Freude… und dann, was wird aus mir sein…

 

 

 

 

 

 

 

E le altre, così vicine, così lontane….sentono le mie stesse cose?

 

 

Und die anderen, so nah, so fern… fühlen sie die gleichen Dinge wie ich?

 

 

 

 

 

 

Muta , immobile, posso solo farmi domande a cui nessuno mai risponderà. Perché sono condannata al silenzio.

 

Stumm, unbeweglich kann ich nur mir selbst Fragen stellen, denen niemand niemals antworten wird. Weil ich zur Stille verurteilt wurde.

 

 

 

 

 

 

Nessuno si chiede cosa penso, cosa sogno…

 

 

Niemand fragt sich was ich denke, was ich träume…

 

 

 

 

 

 

Potessi una sola volta, in una magica notte muovermi e parlare e toccare e gridare al buio che ci sono, che penso, che ho un’anima…

 

Könnte ich nur ein einziges Mal, in einer magischen Nacht mich bewegen und sprechen und berühren und zum Dunkel schreien, das ich bin, das ich denke, das ich eine Seele habe…

 

 

 

 

 

 

Una volta…solo una volta scivolare via nella notte, respirare, poter rispondere ad un sorriso…

 

Nur ein Mal... bloß ein Mal in die Nacht gleiten, atmen, auf ein Lächeln antworten…

 

 

 

 

 

 

Dicono che da qualche parte c’è il cielo…

 

Sie sagen, das irgendwo dort der Himmel ist…

 

 

 

 

 

 

È una cosa che cambia colore e diventa azzurro, celeste, grigio, arancio, blu…

 

Er ist eine Sache, welche die Farbe wechselt und blau, himmelblau, grau, orange, dunkelblau wird...

 

 

 

 

 

 

e quando è blu scuro compare la luna ad illuminare, e una miriade di piccole luci che brillano…le chiamano stelle…

 

und wenn er dunkelblau ist, erscheint der Mond ihn zu beleuchten und eine myriade von kleinen lichtern, welche schimmern…man nennt sie sterne...

 

 

 

 

 

 

Marlies Liza Poetter è nata a Dortmund, in Germania il 20 febbraio 1952. Nel 1971 segue presso l’università di Berlino un corso di assistente tecnico per l’agricoltura e patologia delle piante. Dal 1974 al 1975 lavora per il governo tedesco in Africa, nella Repubblica del Ciad, come esperta nell’allevamento di animali. La sua passione per gli animali la porta a diventare insegnate di equitazione, oltre che esperta nell’addestramento di cavalli e cani. Nel 1984 si trasferisce in Italia dove lavora nel campo di progetti educativi e scambi culturali. Nel marzo 2008 torna in Germania a Bad Soden dove lavora nel campo del turismo. Concedetemi di aggiungere che Liza è una persona “speciale”: è esigente e critica prima di tutto con sé stessa, a volte è …poco diplomatica , ma è capace di trasmettere a chi le è accanto la sua voglia di vivere e questa è la sua grande forza.  Ciao LizMari

 

 


 

 

Foto: Liza Poetter
Testi: Mari de Cristofaro
Supervisione: Manuela Verbasi & Paolo Rafficoni
Editing:Mari de Cristofaro

 

 

 

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