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venerdì, 01 gennaio 1999
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L'Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano

presenta la mostra antologica di:

 Henri Cartier-Bresson.

 

 

Henri Cartier-Bresson è stato spesso definito l’occhio del secolo: nessuno come lui ha saputo condensare nella sua vita e negli anni di intensa attività fotografica e artistica, un’osservazione sempre puntuale e profonda, attenta e originale, sul mondo intorno a sé, i protagonisti, gli avvenimenti principali ma anche i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita.

 

 

Henri Cartier-Bresson (Chanteloup, 22 agosto 1908 – L'Isle-sur-la-Sorgue, 3 agosto 2004) è stato un fotografo francese, da molti considerato il padre del fotogiornalismo.

 

 

Inizialmente disinteressato alla fotografia.
Solo più tardi, nel 1930, durante un viaggio in Costa d'Avorio, per via della sua continua ricerca di immortalare la realtà, comprò la sua prima macchina fotografica, una Leica 35mm con lente 50mm che l'accompangnerà per molti anni.

 

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Cartier-Bresson entra nella resistenza francese, continuando a svolgere costantemente la sua attività fotografica.

 

 

 Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere. (Henri Cartier-Bresson)

 

 

Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà. (Henri Cartier-Bresson)

 

 

La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell'intuito e della spontaneità. [...] Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento.     (Henri Cartier-Bresson)

 

 

Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace,la fotografia è un'azione immediata.
 (Henri Cartier-Bresson)

 

 

La fotografia porta Henri in molti angoli del pianeta che gli daranno fama mondiale.Cartier-Bresson divenne il primo fotografo occidentale che fotografava liberamente nell'Unione Sovietica del dopo-guerra.

 

 

Nel 1979 viene organizzata a New York una mostra tributo al genio del fotogiornalismo e del reportage. Nel 2000, assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie crea la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti

 

 

Nel 2002 la Fondazione Hanri Cartier-Bresson viene riconosciuta dallo stato francese come ente di pubblica utilità.

 

 


Muore a Céreste, (Alpes-de-Haute-Provence, Francia) il 3 agosto 2004, all'età di 95 anni.

 

 

 

 


 

 

Supervisor: Manuela Verbasi
Direttore Fotografia: Paolo Rafficoni
Editing: Cristina Desogus.

Fotografie: Fonti Web.
Testi: Wikipedia ed altre dal Web.

 
 
 

Autore » © Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano

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