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sabato, 03 gennaio 2009
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♦Le foto di Massimo Mannucci sono visibili a tutto schermo cliccando sulle stesse♦

 

 
Massimo Mannucci nasce a Bergamo nel febbraio del 1964. Amante della fotografia fin da bambino grazie all'insegnamento di suo padre, col passare del tempo è diventata sempre di più una parte fondamentale della sua vita tanto che, spesso, si ritrova ad osservare il mondo attraverso un’inquadratura, anche senza macchina fotografica. Si è allontanato dalla fotografia per alcuni anni, per riavvicinarsi a questa splendida forma d’arte con stimoli nuovi grazie alle potenzialità del digitale, non dimenticando mai le vecchia scuola del “tutto manuale". Vena artistica, e sensibilità innata, fanno dei suoi lavori un prodotto non "tecnico e freddo", ma anzi delle immagini da percepire attraverso i sensi con l'uso del colore, delle prospettive imponenti e delle ottiche spinte. Nella vita di tutti giorni lavora in una società di produzione e post produzione video. Si occupa di riprese, montaggio e consulenza audio-video. DJ a tempo perso, audiofilo, fotografo per passione.
Massimo Mannucci
 
 
Massimo fa parte di un ristretto gruppo di fotografi che rappresentano un modo originale e riconoscibile di fotografare, dove la sensibilità, i contenuti formano un un mondo fatto di colori, di poesia, di emozioni intense. Quando di osservano i suoi scatti, mai banali, mai casuali, sempre inseriti dentro una realtà fatta di piccoli movimenti dell’anima, i colori diventano pennellate sulla realtà, prospettive che lasciano libera la fantasia, in originali punti di vista, dove i particolari rafforzano il contenuto che racconta, attraverso un susseguirsi di visuali e di luce ombra controllate perfettamente, dove tecnica e talento si uniscono in una carrellata di foto meravigliose. Il Marocco, raccontato attraverso la sua sensibilità, il suo talento, la sua curiosità che riesce a dipingere un mondo fatto di sguardi, di intensi paesaggi infiniti,
su sabbia che disegna profili e onde, come un mare da plasmare, da fermare e farlo diventare un quadro che cambia continuamente.
Massimo e i suoi colori. Massimo e i suoi ritratti: sempre intensi, sempre al confine tra una realtà osservata e una sognata, sguardi, sorrisi e sensibilità, albe e tramonti, attraverso deserti senza confini, un Marocco originale e sviluppato nella sua orizzontalità, sconfinato e magico, come uscito fuori dal tempo. Il Marocco che vorremmo vedere tutti, una volta nella vita. Ogni scatto un racconto, ogni racconto un’emozione ed insieme, un viaggio, nel tempo e nello spazio. Grazie Massimo per averci regalato questi meravigliosi scatti ed aver permesso ad ognuno di noi di fare questo viaggio fatto di sensibilità e di colori intensi. Quelli della vita.
Recensione di Carlo Atzori
 
 

 
E' stata un'esperienza unica che mi ha arricchito nello spirito, nell'anima e nel cuore. Più di tremila chilometri a bordo di vecchi Land Rover, tra montagne, valli e pianure, mille paesaggi, dal deserto alle oasi, da paesi con le case fatte di fango e paglia, al chiassoso e infernale Suk di Marrakech. Profumi, odori, volti, emozioni e tanta umanità. Tutte cose che una foto non potrà mai trasmettere;
luoghi dove una sola caramella può regalare un sorriso. Siamo stati accolti con ospitalità, rispetto e cortesia. I sorrisi si sprecavano e noi ci sentivamo fuori luogo, ma l'esperienza è rimasta dentro di noi, indelebile. Una pastorella bella come il sole, incontrata percorrendo una pista nel medio Atlante, ci ha regalato un sorriso solamente regalandole una caramella; quando ti rendi conto delle piccole gioie della vita. Se fosse nata qui probabilmente sarebbe diventata una bambina modella da quanto era bella.
Il suo mondo forse è migliore del nostro.
I mille volti dei vecchi Marocchini, ogni ruga sembra raccontare una storia tutta sua, ognuna con una sua dignità... solchi nei quali, il più delle volte, non è spuntato niente. Narra la leggenda che le popolazioni dell'alto Atlante non abbiano mai visto la civiltà moderna. Gruppi di famiglie vivono sparse qua e là nel nulla, una tenda e qualche pecora, nulla di più, le bambine fanno le pastorelle e gli uomini chissà quale lavoro. I tratti somatici sono particolari e completamente differenti dalle genti della pianura o del deserto, contaminazioni mongole o asiatiche. Il concentrato di espressioni che ho visto ha dell'incredibile!
Una donna Berbera ci ha ospitato nella sua casa fatta di fango e paglia per un pranzo. Sono entrato da turista, ma poi col tempo mi sono addentrato nella casa e, se prima mi schivava, dopo un po mi cercava e con la mano mi salutava di continuo. Non riesco a descrivere l'ospitalità di questa famiglia e le emozioni che ho provato. Mi sono commosso e arricchito nell'animo.
Il deserto: apparentemente privo di vita, ma ricchissimo di sensazioni ed emozioni, soprattutto al tramonto quando "il rumore" del sole si attenua e lascia spazio a respiri profondi.
Una carovana in lontananza arricchisce il fascino.
Aspettare il tramonto seduti in cima ad una duna è un esperienza indimenticabile, il "rumore del silenzio" è una cosa che non riuscirò mai a spiegare con le parole.
Al tramonto si fa ancora più percettibile e l'immagine di ottimi compagni di viaggio in lontananza incrementa l'emozione.
 
In Sha Allah…
 
Massimo.
 
 
 
 
 
Il deserto, dove ogni pensiero diventa un lungo, infinito, sterminato orizzonte, dove l'uomo riesce ad essere, davvero, libero, nel silenzio senza fine, nei colori che diventano talmente intensi da togliere il respiro.
 
 
Una bambina che porge la mano verso il fotografo, occhi meravigliosi che guardano incuriositi, la bellezza solare di un viso in mezzo al deserto, un ritratto indimenticabile che Massimo ha saputo regalarci, per emozioni che rimarranno nel tempo.
 
 

Un gesto di raccoglimento, nei propri pensieri, un attimo intenso fermato in questa foto dove il pudore diventa sensibilità
 
 

Un viso meraviglioso in un’espressione ingenua e cuoriosa, un cucciolo raccolto in questi abiti coloratissimi, un attimo da tenersi stretto all’anima.
 
 
Un attimo di riposo, dopo una giornata di fatica, un bastone poggiato al muro, sonno che restituisce le forze per tornare a casa.
 
 
Un ritratto meraviglioso, uno sguardo fiero, attento e questo gesto riflessivo della mano sul mento, un viso che racconta di fatica e di sofferenza, dentro rughe che del tempo hanno la storia.
 
 
Un altro meravigliso ritratto, dove l’ironia dello sguado e la curiosità della presenza di un fotografo diventa una posa quasi voluta, scherzosa, con una mano a nascondere ed allo stesso tempo indicare qualcosa di indefinito.
 
 
Forme e colori, contrasti intensi, sacchi che formano figure geometriche in una composizione perfetta nella sequenza visiva. Controllo della luce e delle cromie in una foto magistrale, dove Massimo ha saputo gestire perfettamente ogni più piccolo dettaglio
 
 
Questa tunica rossa fa sembrare questa donna una maga, la collana d’oro nella mano una venditrice di sogni, splendido affresco di un mondo magico.
 
 

Un cuneo d’ombra e una porta di luce, in questa foto dove il conrollo totale dell’esposizione fa diventare un semplice cunicolo un luogo magico e pieno di mistero, in una luce intensa e particolare.
 
 

Quasi ci trovassimo in un vicolo di Napoli, in questo mondo fatto di colori e di simboli, attraverso una cultura che attraversa il tempo.
 
 

Un signore che pulisce o toglie qualcosa da questi gradini, linee prospettiche perfette, piani di visione fantastici, in questa foto che regala emozioni visive.
 
 

Il volto coperto da un turbante nero a protezione del sole e dell’identità, un ritratto intenso e vero, all’interno di un Suk che sembra quasi di sentirne gli odori e i suoni.
 
 

Un’immagine che sembra arrivare da un film, l’intensità di questo sguardo fiero, lineamenti appena visibili ma che lasciano intendere un carattere volitivo e forte.
 
 
Un sorriso che riempie la vita, un sorriso carico di speranza e che regala emozioni, in questi colori che fanno di questo ritratto una meraviglia.
 
 
Il fuoco nella notte, dove le temperatutre diventano rigide, e raggrupparsi e raccontarsi le emozioni di una giornata.
 
 
Colori della sabbia, in una composizione perfetta, spazi infiniti e silenzio.
 
 
Il sogno di ogni uomo, il silenzio e le dune, in un deserto senza confini.
 
 
Un tramonto nel deserto, riuscire a dominare l’infinito, il silenzio che respira del tramonto senza fine.
 
 
Deserto, in un caleidoscopio di sensazioni, il sogno che diventa realtà, in questa foto che raccolgie tutto il senso di questo viaggio.
 
 
-Fotografie: Massimo Mannucci
-Contatti:  max@massimomannucci.it   http://www.massimomannucci.it
-Testi:          Carlo Atzori

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
-Supervisione: Manuela Verbasi
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- quindici dicembre duemilaotto
 
 

 



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