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venerdì, 01 gennaio 1999
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mostra on-line di:

 Liza Poetter

 Cose di bambola 

 testo di: Mari de Cristofaro

 

 


 

 

 

 

 Ancora un altro appuntamento per  i nostri amici di Rosso Foto, una mostra originale di un'amica vicina ma lontana. Dalla Germania Liza ci dona il piacere di vedere una serie di scatti di piccole bambole veramente belle.

Con questa carrellata di immagini si entra in un mondo fiabesco, un mondo dove la rappresentazione del reale sembra raccontare di sogni, speranze, gioie, dolori, metafora del mondo che ci circonda.

Il "vestito" di parole di Mari ben coglie un aspetto che appartiene all'immaginario di ognuno, ciascun osservatore potrà trovare in questi sguardi ciò che più rappresenta il suo modo di sentire e/o di essere.

Notevole la fattura delle bambole, la cura dei dettagli e degli accessori che indossano, veramente belle, molto ben riprese e curate le immagini, il risultato penso che sia molto piacevole e, spero, gradito agli amici di Rosso Foto.

Vi lascio alle immagini che Liza ci ha regalato con i testi redatti da Mari per questo bellissimo viaggio fantasy.

Paolo Rafficoni 

 

 Le immagini che vedrete nella mostra sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente all'autore stesso o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto.

Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto

(La redazione)

 

 


 

 

 

 Pausilypon_La_Casa_degli_Spiriti_

 

 

 

Hanno chiuso la porta e spento le luci, come ogni sera è calato il buio: è il Regno delle Ombre.

 

Sie haben die Tür geschlossen und die Lichter ausgemacht, wie jeden Abend sank das Dunkel herab: es ist das Königsreich der Schatten.

 

 

 

 

 

 

Dopo un giorno di luci sfavillanti, di voci estranee-familiari, diverse-uguali, sorrisi di bimbi, occhi spalancati sul mio mondo…

 

Nach einem Tag der glänzenden Lichter, der fremd-vertrauten Stimmen, unterschiedlich-gleiche, Lächeln von Kindern, Augen aufgerissen auf mein Welt…

 

 

 

 

 

 

Occhi pieni di stupore, sogni, desideri; manine che si tendono per afferrare…- questa…si, questa…-…NON ORA…. per la tua festa, forse, se sei buona…-

 

Augen voll Staunen, Träume, Wünsche; Händchen, die sie sich strecken, um zu ergreifen …-diese…ja, diese…-…NICHT JETZT…. für deine Feier, vielleicht, wenn du brav bist …-

 

 

 

 

 

 

Quella bimba con lo sguardo strano….mi ha guardata come se capisse, chissà se tornerà, chissà se sarò io a farle compagnia, a vegliare sui suoi sogni…

 

Jenes Kind mit dem komischen Blick… . sah mich an, als ob es verstände, wer weiß, ob es zurückkehren wird, wer weiß, ob ich ihm Gesellschaft leisten werde, um über seine Träume zu wachen...

 

 

 

 

 

 

Ora il silenzio scivola addosso come una morbida coperta a proteggere e isolare dalla vita chiusa fuori…..finalmente…o purtroppo..(?)

 

Jetzt gleitet die Stille darüber, wie eine weiche Decke um zu schützen und zu isolieren vor dem draußen ausgeschlossenen Leben ….. endlich…o leider.. (?)

 

 

 

 

 

 

E’ dunque questo il mio destino? Donare un sogno… un attimo di gioia… e poi che ne sarà di me…

 

Ist dieses also mein Schicksal? Einen Traum schenken… einen Augenblick der Freude… und dann, was wird aus mir sein…

 

 

 

 

 

 

 

E le altre, così vicine, così lontane….sentono le mie stesse cose?

 

 

Und die anderen, so nah, so fern… fühlen sie die gleichen Dinge wie ich?

 

 

 

 

 

 

Muta , immobile, posso solo farmi domande a cui nessuno mai risponderà. Perché sono condannata al silenzio.

 

Stumm, unbeweglich kann ich nur mir selbst Fragen stellen, denen niemand niemals antworten wird. Weil ich zur Stille verurteilt wurde.

 

 

 

 

 

 

Nessuno si chiede cosa penso, cosa sogno…

 

 

Niemand fragt sich was ich denke, was ich träume…

 

 

 

 

 

 

Potessi una sola volta, in una magica notte muovermi e parlare e toccare e gridare al buio che ci sono, che penso, che ho un’anima…

 

Könnte ich nur ein einziges Mal, in einer magischen Nacht mich bewegen und sprechen und berühren und zum Dunkel schreien, das ich bin, das ich denke, das ich eine Seele habe…

 

 

 

 

 

 

Una volta…solo una volta scivolare via nella notte, respirare, poter rispondere ad un sorriso…

 

Nur ein Mal... bloß ein Mal in die Nacht gleiten, atmen, auf ein Lächeln antworten…

 

 

 

 

 

 

Dicono che da qualche parte c’è il cielo…

 

Sie sagen, das irgendwo dort der Himmel ist…

 

 

 

 

 

 

È una cosa che cambia colore e diventa azzurro, celeste, grigio, arancio, blu…

 

Er ist eine Sache, welche die Farbe wechselt und blau, himmelblau, grau, orange, dunkelblau wird...

 

 

 

 

 

 

e quando è blu scuro compare la luna ad illuminare, e una miriade di piccole luci che brillano…le chiamano stelle…

 

und wenn er dunkelblau ist, erscheint der Mond ihn zu beleuchten und eine myriade von kleinen lichtern, welche schimmern…man nennt sie sterne...

 

 

 

 

 

 

Marlies Liza Poetter è nata a Dortmund, in Germania il 20 febbraio 1952. Nel 1971 segue presso l’università di Berlino un corso di assistente tecnico per l’agricoltura e patologia delle piante. Dal 1974 al 1975 lavora per il governo tedesco in Africa, nella Repubblica del Ciad, come esperta nell’allevamento di animali. La sua passione per gli animali la porta a diventare insegnate di equitazione, oltre che esperta nell’addestramento di cavalli e cani. Nel 1984 si trasferisce in Italia dove lavora nel campo di progetti educativi e scambi culturali. Nel marzo 2008 torna in Germania a Bad Soden dove lavora nel campo del turismo. Concedetemi di aggiungere che Liza è una persona “speciale”: è esigente e critica prima di tutto con sé stessa, a volte è …poco diplomatica , ma è capace di trasmettere a chi le è accanto la sua voglia di vivere e questa è la sua grande forza.  Ciao LizMari

 

 


 

 

Foto: Liza Poetter
Testi: Mari de Cristofaro
Supervisione: Manuela Verbasi & Paolo Rafficoni
Editing:Mari de Cristofaro

 

 

 

Autore » © Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano

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